Le statistiche di Youtube
Leggiamo su webnews che Youtube ha messo a disposizione dei suoi utenti un servizio di statistiche, chiamato Youtube Insight.
I dati forniti da YouTube Insight riguardano principalmente la provenienza (per gli Stati Uniti c’è anche lo stato) e le abitudini di visione. Tutti i dati vengono visualizzati su una timeline che è possibile scorrere e i cui parametri possono essere modificati dinamicamente. È possibile capire gli orari in cui il video è più visitato o che versione di un video realizza più contatti e ben presto sarà anche possibile capire come ogni utente è arrivato a quel video.
Esiste anche, per gli utenti a pagamento, la funzione che consente di sapere quanti tra gli utenti che cominciano a vedere un video arrivano alla fine o solo a metà o a un quarto.
Youtube ha rivoluzionato il mondo dei video online, senza account a pagamento. Dopo l’acquisizione da parte di Google a Ottobre 2006 per la ragguardevole cifra di 1,65 miliardi di dollari, ci si è cominciati a domandare da dove possa guadagnare Youtube, che in ogni caso deve affrontare importanti costi di storage e banda, vista la dimensione dei file uplodati. Pubblicità contestuale, overlay sui video, video usati come pubblicità sui siti e guadagni condivisi con gli autori, programmi di revenue basati sulle visualizzazioni: le voci potenziali sono molte (considerando anche i concorrenti), ma non stupisce che Google cerchi altre vie per rendere più appetibile il servizio anche per chi ha interessi commerciali.
In ogni caso, al di là della situazione finanziaria di Youtube, questa notizia è una buona occasione per riflettere sulle opportunità di marketing offerte dalle piattaforme di video sharing. Come possono essere utilizzate? Che tipo di video caricheresti? Hai mai notato la pubblicità su Youtube? Ti pare efficace?
Marzo 29, 2008 alle 11:05 am
È chiaro che youtube raccoglie un bacino elevatissimo di utenti. A questo vorrei aggiungere un breve esempio. Il caso dei “Take That Giapponesi”: Due ragazzi giapponesi che con una semplice webcam si sono registrati interpretando una famosa canzone del gruppo dei take that, caricandolo poi su youtube. Il video è stato così divertente, con una diffusione talmente virale che i due, dopo aver finito il liceo, hanno avuto un contratto di 5 anni con una società di talenti. Ecco un esempio della forza del video sharing.
Un altro esempio è il fenomeno dell’iphone. Basta inserire iphone nel search di youtube che escono centinaia di link fra semplici video a pubblicità e addirittura utenti che promuovono la loro capacità nello sbloccare l’iphone.
http://it.youtube.com/watch?v=xvMasa9gfEc
http://it.youtube.com/watch?v=tvJ1RGlxe8Q
Credo quindi che la pubblicità sotto forma di video sia efficace. Soprattutto perché dà la sensazione di visionare l’oggetto dalle mani di un amico e quindi desiderane il contatto, innescando così il desiderio di averlo, possederlo.
È necessario però scegliere il tipo di pubblicità da inserire ovvero scegliere con attenzione il target di persone che si vuole raggiungere.