Il peso del Keyword Advertising

Aprile 9, 2008

Leggiamo su Emarketer (http://www.emarketer.com/Article.aspx?id=1006162&src=article1_newsltr) il peso che sta assumendo il keyword advertising nel budget delle aziende. Negli USA si prevede che le spese passeranno da 12,2 miliardi di dollari nel 2007 a 25,2 milioni nel 2011. Per i tre quarti degli inserzionisti, il tetto di spesa sembra vicino. Da un lato, queste cifre testimoniano il successo dello strumento; dall’altro, pongono qualche dubbio sul fatto che rimanga nel tempo flessibile nei costi: troppa concorrenza costringe a spendere tanto per restare in alto nei risultati? Il monopolio di fatto di Google nel mercato dei motori di ricerca incide su questa situazione? Oppure è poco rilevante, data la particolare struttura delle tariffe del servizio, in cui l’utente decide quanto spendere?


Internet e la comunicazione interna

Aprile 8, 2008

Un’altra studentessa mi pone un’interessante questione sul rapporto tra Internet e la comunicazione interna, che riporto anche qui.

Spesso si parla di Internet facendo riferimento ad uno strumento ormai indispensabile di comunicazione esterna aziendale. In un contesto di comunicazione interna (aziendale) quale migliore sinergia operativa potrebbe essere applicata per rendere Internet, attraverso la Intranet aziendale, uno strumento efficace ai fini comunicativi? Quali le possibili strategie? Quali le più “accattivanti” e “nuove” per veicolare i valori, i messaggi, il coinvolgimento delle persone che lavorano per una stessa organizzazione?


Il difficile mestiere di cliente

Aprile 4, 2008

Una studentessa del corso da me tenuto di Internet Marketing mi ha inviato questa interessante riflessione:

“Il mestiere di cliente sta diventando sempre più difficile e anche un po’ pericoloso.
Siamo letteralmente obbligati ad accedere ad un sacco di servizi via internet, così la casalinga di Voghera, ha dovuto affiancare un PC al suo forno a microonde e così adesso tutti sanno a che ora è entrata in un sito, a che ora è uscita, quanti secondi è rimasta in una pagina…
A causa della tesserina per la raccolta punti o tessera socio, altro strumento di cui non si può più fare a meno, tutti conoscono il suo grado di fedeltà; e sanno che nonostante sia sempre stata fedele a Dash, perchè più bianco non si può, quando AVA è in 3×2 scatta il tradimento.
Ogni giorno riceve almeno dieci depliant con le stesse identinche offerte promozionali…almeno 5 SMS del proprio operatore telefonico per abbonarsi al servizio suonerie, e almeno 15 email. E grazie al cielo non le hanno ancora parlato del Viral Marketing, altrimenti si sentirebbe anche depressa, lei che pulisce tutto per bene.
Ed è convinta che Guerrilla sia un personaggio dei cartoni animati.
Sua figlia al lavoro non è messa meglio: delle 158 email che riceve giornalmente almeno 112 sono di promozione di qualcosa. Non sono spam, perchè in quanche remoto giorno di cui non ha più consapevolezza ha espresso consenso per ricevere informazioni.
Per fuggire alla pubblicità televisiva si rifugia in un cinema, ma dopo aver pagato profumatamente il biglietto, deve comuque sorbirsi 15 minuti di pubblicità prima di poter vedere il film.
Il cliente sa di essere in guerra e come in guerra si chiude in trincea, e sulla buchetta della posta scrive “no pubblicità, grazie”; le email le cancella prima di leggerle provando anche una certa soddisfazione; il volantino lo mette con cura nel sacco della carta così risparmierà qualche centisimo sulla tassa rifiuti!
Allora noi che siamo dall’altra parte, noi che sappiamo che dagli acquisti dei nostri clienti dipende il futuro delle aziende in cui lavoriamo, cosa possiamo fare per “amarli” veramente? Per costruire quella famosa relazione che potrebbe davvero fare la differenza per evitare che si chiudano in trincea, e decidano per esempio di comprare soltano i prodotti anonimi, quelli che non rompono le scatole, con virus, guerre, e email?”

Quello che lei racconta, tecnologia a parte, credo che nasca da parte della maggior parte delle aziende perchè in realtà non sviluppano relazioni e non adattano la tecnologia al cliente anzi la standardizzano. Per cui occorrerebbe comprendere per ogni gruppo di cliente fin dove ci si puà spingere nella standardizzazione del cliente e fin dove non sia possibile, ma il contatto umano sia più importante. Un ulteriore aspetto è che in realtà le analisi sui clienti non vengono fatte e i dati sul cliente non vengono utilizzati, per cui nasce spontanea la seguente osservazione: se al cliente chiedo cosa vuole e lui mi dice un gelato alla crema e poi gli vendo un gelato al ciccolato come crede che si possa sentire? Ancora peggio se il cliente non sa cosa vuole…


Le statistiche di Youtube

Marzo 28, 2008

Leggiamo su webnews che Youtube ha messo a disposizione dei suoi utenti un servizio di statistiche, chiamato Youtube Insight.
I dati forniti da YouTube Insight riguardano principalmente la provenienza (per gli Stati Uniti c’è anche lo stato) e le abitudini di visione. Tutti i dati vengono visualizzati su una timeline che è possibile scorrere e i cui parametri possono essere modificati dinamicamente. È possibile capire gli orari in cui il video è più visitato o che versione di un video realizza più contatti e ben presto sarà anche possibile capire come ogni utente è arrivato a quel video.

Esiste anche, per gli utenti a pagamento, la funzione che consente di sapere quanti tra gli utenti che cominciano a vedere un video arrivano alla fine o solo a metà o a un quarto.

Youtube ha rivoluzionato il mondo dei video online, senza account a pagamento. Dopo l’acquisizione da parte di Google a Ottobre 2006 per la ragguardevole cifra di 1,65 miliardi di dollari, ci si è cominciati a domandare da dove possa guadagnare Youtube, che in ogni caso deve affrontare importanti costi di storage e banda, vista la dimensione dei file uplodati. Pubblicità contestuale, overlay sui video, video usati come pubblicità sui siti e guadagni condivisi con gli autori, programmi di revenue basati sulle visualizzazioni: le voci potenziali sono molte (considerando anche i concorrenti), ma non stupisce che Google cerchi altre vie per rendere più appetibile il servizio anche per chi ha interessi commerciali.
In ogni caso, al di là della situazione finanziaria di Youtube, questa notizia è una buona occasione per riflettere sulle opportunità di marketing offerte dalle piattaforme di video sharing. Come possono essere utilizzate? Che tipo di video caricheresti? Hai mai notato la pubblicità su Youtube? Ti pare efficace?


Gli utenti dei social network

Marzo 25, 2008

Leggiamo dalla newsletter di Emarketer che, negli Stati Uniti, la percentuale di utilizzatori di Internet che partecipa ad almeno un social network è salita in un anno dal 27% del 2006 al 60% del 2008.

Il successo dei social network (Facebook e Myspace in particolare) è sotto gli occhi di tutti, ma è abbastanza impressionante pensare che 6 utenti Internet su 10 siano iscritti ad almeno uno. Non a caso Mark Zuckerberg, creatore di Facebook, è il più giovane miliardario dell’annuale classifica di Forbes.

Anche se in Italia la portata del fenomeno è sicuramente inferiore, è già indispensabile per le aziende cogliere le opportunità offerte da questo fenomeno. Che impatto hanno i social network sul modo di fare comunicazione online? Quali opportunità offrono? Come cambia il processo di targeting e la costruzione dei contenuti?

Fonte: http://www.emarketer.com/Article.aspx?id=1006060&src=article1_newsltr


Nuovo materiale nella web library di Internet marketing experience

Marzo 25, 2008

Ad una settimana dalla pubblicazione del libro multimediale “Internet marketing experience”, la web library viene aggiornata con due nuovi video:

    1. una nuova intervista, in cui Marco Gherardi parla della maturità di Internet come strumento di comunicazione e delle oppportunità della rete per le PMI;
    2. un nuovo approfondimento video sui banner interattivi.

      E’ uscito “Internet Marketing Experience”

      Marzo 17, 2008

      Il libro multimediale dedicato all’Internet Marketing è finalmente disponibile.

      Scopri come acquistarlo al link http://www.lenstrategy.it/len/multimedia.asp?ID=8


      Le case histories: piano di cross-marketing per la valorizzazione di un concorso off-line

      Marzo 6, 2008

      Un’azienda del settore dell’arredamento outdoor & garden italiano ha l’obiettivo di aumentare le vendite di un prodotto già ampiamente presente nella rete distributiva ma con una quota di mercato ridotta. Si decide di puntare su un piano di comunicazione off-line incentrato su un concorso con estrazione finale legato al prodotto. La parte residua del budget di comunicazione è destinato alla comunicazione online, con l’obiettivo di valorizzare il concorso anche sulla rete. Tra gli strumenti di comunicazione online, quali scegliereste per raggiungere l’obiettivo? Quali sinergie si potrebbero creare?

      La Case history continua sulla “Web Library” di Internet Marketing Experience


      Arriva in Italia Google Transit

      Marzo 5, 2008

      Google metterà in campo un’ “economia di scopo” sulle Google Maps lanciando un nuovo servizio, con l’obiettivo di individuare i percorsi delle linee dei mezzi pubblici. La nuova feature (ovviamente ancora in beta) è stata battezzata Google Transit: consentirà di di creare percorsi che intrecciano vari mezzi dei trasporto, dai tram ai treni agli autobus fino alla metropolitana, fornendo orari e mappe dedicate. Transit viene fornito grazie a partnership con gli enti locali e i fornitori interessati, che prevedono anche integrazioni tecnologiche. In Italia il servizio è disponibile in via sperimentale con le informazioni sulla Provincia di Firenze e il Comune di Torino, e si prevede una prossima attivazione su Genova e in Veneto.


      eBay: il feedback sarà a senso unico

      Marzo 5, 2008

      Leggiamo su Punto Informatico che Ebay è in procinto di lanciare una “rivoluzione” nel famoso sistema di feedback che regola i rapporti tra acquirenti e rivenditori. L’azienda ha individuato proprio nella possibilità di esprimere giudizi positivi o meno il rischio di un abuso dello strumento con fini ricattatori: in particolare i rivenditori utilizzerebbero la minaccia di un feedback negativo per ottenere condizioni o quote di vendita diverse da quelle ottenute in fase d’asta.

      La soluzione individuata da Ebay, espressa dal portavoce Bill Cobb sta nella limitazione dei feedback rilasciabili dai rivenditori ai soli feedback positivi. In altri termini, da maggio gli acquirenti potranno continuare a lasciare commenti negativi riguardo ai venditori mentre i venditori non potranno esporre pubbliche lamentele riguardo a chi conclude un affare con loro. Per tutelare i rivenditori, Ebay metterà in campo altre misure (tra cui un help desk a disposizione dei seller).

      Tuttavia, le reazioni da parte degli utenti a questo sistema asimmetrico di feedback non sono state affatto positive. Nei forum si sono scatenati accesi dibattiti e alcuni gruppi minacciano lo sciopero. In effetti è difficile immaginare una conversazione dove una delle due parti non possa esprimersi liberamente. Il problema dei feedback rimane per ora irrisolto dalla parte degli acquirenti, dato che anche nel loro caso il sistema di reputazione può diventare strumento di ricatto.

      Nei blog si sono accesi i dibattiti con le proposte di soluzione da parte degli utenti. Si tratta di un caso in cui la community costituisce il core business stesso dell’azienda, e gli strumenti messi a disposizione della community hanno un impatto diretto sul funzionamento del business.