Appuntamenti online, il business duraturo

Gennaio 23, 2009

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Leggiamo su Emarketer un interessante articolo sul mondo dei siti di dating online, probabilmente una delle prime forme assimilabli ai social network. 

I dati ci dicono che l’utilizzo di questi servizi online è in leggero calo, ma che sono in aumento le entrate. Insomma, si tratta di un fenomeno interessante perché è uno dei pochi servizi Internet per cui gli utenti paiono ben disposti a pagare (a differenza dei social network, ad esempio, o dei servizi di photo e video sharing, chi più chi meno in difficoltà nella trasformazione del loro potenziale in business). 

In particolare l’aumento (effettivo ed atteso) è presentato in queste proporzioni:

 

Emarketer.com
Fonte: Emarketer.com

Parte del successo di questi servizi è spiegabile grazie all’efficacia con cui riescono a colpire diverse nicchie di mercato: come emerge da uno studio di Consumer Search, esistono i servizi per ebrei, musulmani, cristiani, afroamericani, senior, e persino persone affette da malattie croniche (per chi fosse interessato, si tratta rispettivamente di JDate.com, MusilmDating.net, ChristinaSingles.com, SeniorFriendFinder.com, BlackSingles.com e Prescription4Love.com). 

Si tratta, quindi, di un modello in fondo diverso da quello dei social network “generalisti”, e anche non corrispondente ai social network tematici (come Linkedin); li definirei piuttosto comunità goal-oriented, il cui valore non è tanto legato al numero di partecipanti, ma alle caratteristiche e agli obiettivi degli stessi. 


Il futuro del web 2.0

Gennaio 6, 2009

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Ritorniamo nel 2009 con uno spunto di riflessione (oltre che con gli auguri per tutti, naturalmente). Nel web 2.0 stiamo assistendo a quegli stessi fenomeni che hanno interessato Internet ed il web?

In primo luogo, parlo del fenomeno della concentrazione dell’offerta. Internet, per le sue caratteristiche sostanziali, non può che essere il regno delle start-up, il paradiso delle basse barriere all’entrata, l’eden del business verso le nicchie. Ma proiettando la prospettiva dal breve al medio periodo, e focalizzando l’attenzione sui servizi web, non assistiamo forse alla concentrazione dell’offerta in oligopoli o monopoli? Basta pensare al mercato dei motore di ricerca (che ormai è un mercato DEL motore di ricerca…). 

Le indiscrezioni su Microsoft che vuole acquistare Facebook, su Facebook che vuole acquistare Twitter, da cui ha “copiato” il format del microblogging, e così via, sembrano effettivamente far intuire che il mercato vada in questa direzione. 

Del resto, per quanto riguarda il social networking, si tratta di prodotti di rete per eccellenza, il cui valore per il cliente aumentare all’aumentare del numero di utilizzatori. Mi iscrivo su Facebook, “pago” con i miei dati personali, mi guardo i banner, clicco sugli annunci, perché ci sono i miei amici, i compagni delle medie, gli amici degli amici che voglio conoscere, etc.. Ed è naturale che, quando il prodotto social network diventa sempre più maturo, e quindi attraente non solo per gli early adopeter, il fattore della numerosità degli utilizzatori gioca un ruolo sempre più importante nella scelta degli utenti, rispetto, ad esempio, alle caratteristiche tecniche o di usabilità che avevano attirato i pioneri del servizio. Che ne pensate? Avremo un solo social network, in cui tutti scriveranno e caricheranno materiale?

Intanto, nascono le applicazioni (vedi l’italiana Hello Txt), in grado di postare su tutti i network contemporaneamente….

C’è chi ipotizza persino che Facebook sia in grado di concentrare su di sé l’offerta di altri servizi Internet: posta elettronica, photo e video sharing, blogging, micro-blogging, petition on-line, etc…

 

Del secondo fenomeno parleremo nei prossimi giorni.

Buona epifania, intanto. 


Social network: i dati del fenomeno

Settembre 22, 2008

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Leggiamo su Emarketer alcuni interessanti dati quantitativi sul fenomeno dei social network relativi agli Stati Uniti:

  • il 90% degli studenti di college utilizza i social network;
  • il 60% li utilizza giornalmente;
  • il principale utilizzo è costituito dai contatti con i propri conoscenti;
  • trova abbastanza alta anche la percentuale di utenti che aggiornano il loto blog: 5% per i ragazzi e 9% per le ragazze.

Insomma, il fenomeno social network si conferma davvero dilagante, soprattutto in alcune fasce di utenti. Ma non sembra ancora maturo il modello di business. Le inserzioni pubblicitarie su Facebook sembrano ancora poche o non targetizzate fino alla profondità consentita dal mezzo. Non a caso lo stesso Facebook è nell’ultimo periodo un inserzionista accanito su AdWords…


Yahoo! Mash shutdown, chiude il social network

Agosto 29, 2008

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Come si legge sul blog dedicato, Yahoo Mash chiude, non superando la fase della beta.

Si tratta (o meglio, trattava) del tentativo di Yahoo di costruire il proprio social network. Senza funzionalità particolari, e senza il vantaggio dell’early adopter, il servizio puntava sull’integrazione con la e-mail di Yahoo!, molto popolare tra gli utenti: bastava, infatti, utilizzare l’account di posta già esistente per iscriversi. Ma non è stato sufficiente per avvicinare Facebook o Myspace.


In autunno su Facebook le ricerche si faranno con Windows Live

Luglio 25, 2008

Leggiamo su Il Sole 24 ore online la notizia dell’accordo tra il principale player nel settore dei social network e Microsoft. Al centro dell’accordo, l’implementazione della piattaforma “Windows Live”, per le ricerche e per la gestione della pubblicità online, su Facebook.

Per Microsoft, il vantaggio è quello di sfruttare l’enorme bacino di utenti di Facebook per far conoscere i propri servizi di search engine e non di meno espandere la propria rete commerciale di keyword advertising.

Per Facebook… staremo a vedere. Non pensate che si rischino di snaturare le caratteristiche originarie del social network più diffuso?


Flickr: utenti 2.0 ma non PRO

Maggio 21, 2008

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Leggiamo un interessante articolo sul caso di Flickr, commissionato dall’università Diderot di Parigi e dai laboratori Orange, e citato anche dal blog Appunti Digitali. Flickr è senza dubbio uno dei siti del cosiddetto web 2.0 di maggiore successo, grazie alla sua capacità di unire le possibilità di storage per le foto con gli aspetti sociali: proprio dall’analisi del suo caso posso emergere dati interessanti per cercare di capire le direzioni possibili di questo fenomeno.

In primo luogo, il successo di questo sito è dato dalla partecipazione di un alto numero di utenti, che tuttavia sono coinvolti con intensità ben diverse:

    1. colpisce notare che il 39% degli account è inattivo, è stato aperto ma poi mai utilizzato;
    2. è interessante vedere che il 19% degli utenti usa Flickr per fare l’upload di foto ma non per altri utilizzi social, mentre un altro 19% è attivo nella parte social di Flickr senza aver mai caricato nemmeno una foto.

      In secondo luogo, il dato più interessante che emerge è che soltanto il il 3,7% degli utenti ha un account PRO, per il quale si pagano 25 dollari, e che permette di superare il limite delle 200 foto caricabili con gli account gratuiti. Le foto inserite dagli utenti PRO sfiora tuttavia il 60% del totale.

      Le potenzialità economiche dei social network sono state valutate finora in termini per lo più potenziali, e si è arrivati a stimare valori da capogiro per i più noti (un recente rumor racconta di un interessamento di Microsoft per Facebook per una cifra di 20 miliardi di dollari). Ma non sembra ancora molto chiaro come trasformare queste straordinarie piattaforme di partecipazione e condivisione in opportunità di business mature e consolidate.


      Stage Advisor, il social network degli stagisti

      Maggio 7, 2008

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      E’ nato da poco un nuovo social network, dedicato ad attirare l’attenzione di tutti coloro che, in epoca di precariato, provano ad entrare nel mondo del lavoro attraverso l’esperienza dello stage. Su www.stageadvisor.it si trova, in effetti, ancora in forma embrionale, l’applicazione di tutti quegli strumenti che hanno fatto la fortuna di tanti social network specialistici. L’idea è semplice: gli utenti si possono iscrivere – specificando il loro attuale stato lavorativo – e lasciare una recensione, con voto espresso nelle classiche stelline, raccontando la loro esperienza di stagisti.

      L’aspetto di questa particolare esperienza su cui vorrei concentrarmi riguarda però il potenziale impatto sull’immagine aziendale di questo social network, e alle sue ripercussione sull’online reputation di un’impresa. Tutte le aziende sostengono, nei propri siti web, di basare il loro successo sulle risorse umane, e i concetti di attenzione al clima aziendale, benefit ai dipendenti e team building fanno parte ormai (insieme a molti altri) di un’affermata retorica manageriale. E se dopo aver investito in queste direzione, sia in termini comunicativi che di organizzazione e gestione delle risorse umane, un ex stagista lascia una recensione e rovina la reputazione dell’azienda costruita col tempo e con gli investimenti?


      Gli utenti dei social network

      Marzo 25, 2008

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      Leggiamo dalla newsletter di Emarketer che, negli Stati Uniti, la percentuale di utilizzatori di Internet che partecipa ad almeno un social network è salita in un anno dal 27% del 2006 al 60% del 2008.

      Il successo dei social network (Facebook e Myspace in particolare) è sotto gli occhi di tutti, ma è abbastanza impressionante pensare che 6 utenti Internet su 10 siano iscritti ad almeno uno. Non a caso Mark Zuckerberg, creatore di Facebook, è il più giovane miliardario dell’annuale classifica di Forbes.

      Anche se in Italia la portata del fenomeno è sicuramente inferiore, è già indispensabile per le aziende cogliere le opportunità offerte da questo fenomeno. Che impatto hanno i social network sul modo di fare comunicazione online? Quali opportunità offrono? Come cambia il processo di targeting e la costruzione dei contenuti?

      Fonte: http://www.emarketer.com/Article.aspx?id=1006060&src=article1_newsltr