Novembre 26, 2008
Leggiamo su Emarketer alcuni dati che ci convincono della sempre maggior convergenza tra il video online e la tv.
In primo luogo, si tratta di convergenza di utenti: secondo le stime di Emarketer, nel 2012 l’88% dei navigatori Internet sarà tra i fruitori di video online.
In secondo luogo, si tratta di convergenza nel modello di business: gli introiti deriveranno sempre più dalla pubblicità, comprendente spot prima, durante e dopo il video, nella duplice logica interruptive e non interruptive. In particolare, uno studio TDG (The Diffusion Group, 2006) prevede che nel 2013 il 64% degli introiti pubblicitari deriverà da video di lunga durata, con un format dunque simile a quello televisivo.
Infine, si tratta di una convergenza tecnica: proprio quando l’alta definizione fatica ad arrivare nel mondo televisivo (in Italia, soprattutto), e tenta a fatica di farsi largo nel mondo dell’home video attraverso il Blue Ray, i siti di video sharing (ma avrai poi senso continuare a chiamarli così?) aprono all’HD (pensiamo soprattutto a Vimeo) o almeno ai 16:9 (l’ultima novità di Youtube).
Fin qua, soltanto ragionamenti e previsioni dal lato dell’offerta. E dal lato della domanda? Ci sarà interesse verso questo nuovo modo di fruizione? In primo luogo, mi pare necessaria una convergenza hardware che consenta una fruizione del video online analoga a quella televisiva?
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Pubblicato da internetmarketingexperience
Marzo 28, 2008
Leggiamo su webnews che Youtube ha messo a disposizione dei suoi utenti un servizio di statistiche, chiamato Youtube Insight.
I dati forniti da YouTube Insight riguardano principalmente la provenienza (per gli Stati Uniti c’è anche lo stato) e le abitudini di visione. Tutti i dati vengono visualizzati su una timeline che è possibile scorrere e i cui parametri possono essere modificati dinamicamente. È possibile capire gli orari in cui il video è più visitato o che versione di un video realizza più contatti e ben presto sarà anche possibile capire come ogni utente è arrivato a quel video.
Esiste anche, per gli utenti a pagamento, la funzione che consente di sapere quanti tra gli utenti che cominciano a vedere un video arrivano alla fine o solo a metà o a un quarto.
Youtube ha rivoluzionato il mondo dei video online, senza account a pagamento. Dopo l’acquisizione da parte di Google a Ottobre 2006 per la ragguardevole cifra di 1,65 miliardi di dollari, ci si è cominciati a domandare da dove possa guadagnare Youtube, che in ogni caso deve affrontare importanti costi di storage e banda, vista la dimensione dei file uplodati. Pubblicità contestuale, overlay sui video, video usati come pubblicità sui siti e guadagni condivisi con gli autori, programmi di revenue basati sulle visualizzazioni: le voci potenziali sono molte (considerando anche i concorrenti), ma non stupisce che Google cerchi altre vie per rendere più appetibile il servizio anche per chi ha interessi commerciali.
In ogni caso, al di là della situazione finanziaria di Youtube, questa notizia è una buona occasione per riflettere sulle opportunità di marketing offerte dalle piattaforme di video sharing. Come possono essere utilizzate? Che tipo di video caricheresti? Hai mai notato la pubblicità su Youtube? Ti pare efficace?
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