Le funzioni di Gmail e il marketing virale

Luglio 29, 2009

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Il lancio di Gmail è ormai un caso di marketing virale da libro di testo. La webmail firmata Google, infatti, si è diffusa inizialmente grazie al meccanismo degli inviti, creando attorno ad esso un’aura di esclusività e facendolo diffondere attraverso le reti sociali degli utenti.

Una volta raggiunto il tipping point, Google ha liberato il servizio per tutti; a quel punto, diffusosi tra gli early adopter, Gmail era pronto per entrare nel mercato di massa, con l’inviadiabile etichetta: Gmail, l’ e-mail rivoluzionaria.

Fino a qui, nulla di nuovo.

E’ però interessante notare che queste logiche di promozione continuino ad essere presenti anche in questa fase avanzata di ciclo di vita del prodotto. L’esempio più lampante è Gmail Labs, l’area che dà accesso alle funzioni avanzate di Gmail.

Sotto questa etichetta sono presenti vari piccoli strumenti. Analizziamo ad esempio il Filtro anti-gaffe di Gmail. La funzionalità viene così descritta:

Google si impegna per rendere utili le informazioni a livello mondiale. La posta che invii a tarda notte nei fine settimana potrà anche essere utile, ma è probabile che la mattina successiva ti penta di averla inviata. Metti alla prova la tua lucidità risolvendo alcuni semplici esercizi di matematica, prima di procedere. Altrimenti fatti una bella dormita e riprova la mattina dopo, a mente fresca.

Qualcuno l’ha definito in maniera geniale: il test del palloncino 2.0.

La funzione Filtro anti gaffe di Gmail è una perfetta ideavirus. Tanto da diffondersi in maniera virale.

Stamattina, occhiata al sito del Sole 24 ore. In home page, campeggia la notizia: Google, ecco la mail anti-gaffe. Eppure mi sembrava di averne già sentito parlare: è davvero una novità?

Basta una veloce ricerca (su Google, naturalmente), ed ecco le notizie, in diverse siti e blog, che risalgono fino a diversi mesi fa, compresa quella di Repubblica (non certo un covo di Geek, insomma). Nulla di nuovo, in fondo: il virus continua ad infettare.


Il blog delle mogli dei banchieri americani

Febbraio 2, 2009

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Non sarà Internet Marketing in senso stretto, ma si tratta pur sempre di un piccolo fenomeno che non passa inosservato: il blog delle mogli dei banchieri americani.

Collegandovi a http://dabagirls.wordpress.com, trovate il blog gestito da una sorta di club delle compagne di banchieri americani, colpite anch’esse dalla crisi americana, che raccontano la loro vita, agiata ma non più come prima.

L’iniziativa, partita, a detta di Repubblica, dalle newyorchesi Laney Crowell e Megan Petrus, sta spopolando.

Trovo il caso interessante per due motivi:

1. Il web si conferma “il paradiso delle nicchie“: trova popolarità una categoria ristrettissima, offuscata finora dalla ricchezza dei mariti;

2. Si tratta di un fenomeno virale, un’ideavirus che fa leva su tipici elementi del gossip (la bella vita di una categoria privilegiata, la consolazione popolare di “anche i ricchi piangono”, i problemi lontani dalla quotidianità della maggioranza, etc…), con una spruzzata di “casalinghe disperate”. Non manca, infine, l’acronimo stile WAGS (così venivano definite le compagne dei calciatori della nazionale inglese).

E’ così ben costruita che quali viene il dubbio non sia del tutto casuale…


Facebook, burger king e “Whopper Sacrifice”, la moda dell’anti-social network?

Gennaio 16, 2009

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Burger King si è sempre distinta, almeno negli Stati Uniti, per il carattere innovativo delle sue campagne. E’ sufficiente ricordare “Subservient Ckicken” e “Whopper Freakout”. 

Ora, in tempi di in cui Facebook è un fenomeno di moda, e crescono i movimenti anti-facebook (vedi ad esempio questo interessante post sui pentiti di Facebook sul blog di tutoronline), Burger King tenta di cavalcare proprio la moda anti-facebook con la campagna “Whopper Sacrifice” (www.whoppersacrifice.com).

Il meccanismo è semplice: un’applicazione creata su Facebook consente di ottenere un Whopper (il panino “stendardo” di Burger King) gratis in cambio della cancellazione di 10 amici da Facebook. Il ritornello della campagna, abbastanza provocatorio, fa leva sul fatto che l’amore per il Whopper sia più forte dell’amicizia (almeno di quella inedita forma di amicizia che si crea sui social network). 

Naturalmente, si tratta soltanto di un modo provocatorio ed originale di interpretare il social media marketing, finalizzato più che altro a creare rumore attorno ad un fenomeno. I risultati sembrano dare ragione agli ideatori della campagna: 233906 amici cancellati, oltre al blocco dell’applicazione da parte di Facebook, fonte naturalmente di altro sano buzz… Immancabile, poi, il gruppo Facebook che richiede lo sblocco dell’applicazione Whopper Sacrifice. Infine, la chiave di lettura quasi “filosofica” che si può dare alla campagna (vale a dire, vendo 10 amici per il panino di un fast-food) ha attirato anche gli articoli di molti quotidiani, non solo statunitensi, che hanno contribuito ad alimentare il fenomeno virale. 

Internet Marketing Experience


I social banner della campagna Tetrapak

Ottobre 3, 2008

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Da qualche giorno si vedono, soprattutto su Facebook, i banner relativi alla campagna Tetrapak relativa al riciclaggio del celebre pack.

Lo trovo innanzi tutto un bell’esempio di cross marketing, con il claim “Dillo a tutti” che fa da trait-d’union degli interventi sui diversi media, online e offline, anche se le interazioni tra reale e virtuale non vanno oltre a questo.

Concentrandosi sulla campagna banner e sulla landing page, si vedono in effetti tratti innovativi orientati al viral marketing. Sulla landing page http://www.tetrapak.it/dilloatutti è possibile condividere le foto per farle apparire nel banner della campagna. Inoltre c’è la classica classifica virale dei banner più visti, che premia i sette banner più visualizzati con due ore di visibilità su Virgilio. Come ci ha fatto notare una studentessa, l’iniziativa è particolarmente azzeccata perché coerente con la filosofia di Facebook, nato in origine come raccoglitore virtuale di foto di studenti, e poi evolutosi in un social network con ben altre ambizioni.

Ma forse il messaggio di Tetrapak, connotato da chiari tratti di corporate social responsability, non meritava una strategia virale basata sulla brama di notorietà. Anzi, probabilmente non ne aveva nemmeno bisogno. Si tratta già di un bel messaggio, di una buona notizia, che un ampio target di persone sono stimolate a diffondere nella propria rete di contatti, senza bisogno di un benefit piuttosto effimero. Probabilmente la voglia di viralità di Tetrapak (che, del resto, emerge già dal claim “Dillo a tutti!”) ha rischiato di contaminare una gran bella campagna.

Comunque complimenti. Si vedono raramente campagne coraggiose, innovative e ben pianificate come questa.


Strategie di lancio: Chrome vs. Firefox

Settembre 3, 2008

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Solo un rapido spunto per confrontare due recenti strategie di lancio: Google Chrome vs. Mozilla Firefox 3. Due piani di web marketing profondamente differenti.

Firefox: il lancio è stato preparato a lungo tempo e con la mobilitazione di tutta la community di programmatori, fan e supporters da tutto il mondo, con il “fuoco d’artificio” finale del coinvolgimento di tutti per la corsa al record con più di otto milioni di download. Record ottenuto sul sito (ottimo a nostro parere) di community marketing per firefox spreadfirefox.com.

Chrome: uscita improvvisa sui principali media a seguito di una presunta fuga di notizie legata all’uscita del fumetto (di cui al post precedente). Operazione di viral marketing? è probabile! Durante le 48 ore, la comunicazione relativa al nuovo prodotto è stata “in balia” dei media e dei blogger, mentre sullo stesso google i risultati alla ricerca della voce “google chrome” erano i più disparati. Oggi invece la grande G sfrutta lo spazio al di sotto della barra di ricerca per promozionare con una frasetta nel solito stile neutro il tanto atteso browser (Novità! Scarica Chrome (BETA) – il nuovo browser di Google).

Personalmente abbiamo preferito di gran lunga la coerenza e la trasparenza dell’operazione condotta, pur con molti meno mezzi a disposizione, dalla community di Firefox rispetto alla campagna a nostro avviso troppo caotica di Google Chrome. Voi cosa ne dite?